L’artista sceglie materiali di riciclo per rappresentare violenza e mito. (Il Giornale di Vicenza, 28 Agosto...
Gli Arazzi di Fratus di Francesca Pini (Corriere della Sera, 28 Agosto...
Un dialogo fra mani e gesti, azioni di protesta e affermazione. Brescia Oggi, 28 Agosto...
Patrizia Fratus – Tra arte e realtà: laddove arriva il filo rosso della vita leggi l’articolo qui ...
La sostenibilitа strutturale di Chiara Antille (Exibart Gennaio-Marzo 2020) ESISTE UN REALE MADE IN ITALY CHE ATTENDE SOLO DI ESSERE RINTRACCIATO. PER ESEMPIO QUELLE DELLE SETTE AZIENDE DI CALZETTERIA DI BOTTICINO, IN PROVINCIA DI BRESCIA, CHE LO TSUNAMI DELLA DELOCALIZZAZIONE NON HA NEANCHE SFIORATO. VI RACCONTIAMO LA STORIA DI Dè PIO. >LEGGI ESTRATTO IN...
https://www.giornaledibrescia.it/foto-e-video/una-flotta-per-l-infanzia-1.3436506...
Trame eutopiche di una “a-matrice” 14 DICEMBRE 2019, MICHELE VENTURINI >LINK< Per l’artista bergamasca Patrizia Fratus il segno è valore di un processo identitario che si raccorda alla Storia ed al Mito che attraverso di esso si declama. Il gesto che lo genera diviene autore del significante che accosta ognuno di noi al tempo che lo ha preceduto sino al senso profondo dell’esserci nel ruolo di creature umane nel processo naturale dell’evolversi. Negli spazi nuziali di colei che porta il nome del mito della tessitrice “Penelope” e che oggi è legato all’insegna dello stile internazionale nella moda di frontiera, nella città della Leonessa, approda la visione progettuale di questa significativa rappresentante dell’arte relazionale ed il suo pensiero sulla donna e sulla creatività come necessità di esprimersi nell’abbraccio al sociale attraverso grandi tableaux di maglia evocativi del ruolo di “Eva” nella storia. Non tanto il 15 dicembre o il luogo (Brescia) come start dell’azione, ma il significante che dal nome Penelope emerge portando alla penetrazione nell’universo di Fratus per un quesito spaziale nel telaio della polis tra patriarcato e matriarcato. La vicenda mitologica di Penelope e Ulisse ci viene narrata da Omero nell’Odissea; Ulisse, partito per la guerra di Troia, viene atteso per anni dalla fedele moglie, la quale, minacciata dai Proci, promette che avrebbe contratto un nuovo matrimonio solo al completamento del sudario per Laerte. Penelope però, simbolo d’astuzia e di fedeltà femminile, di notte disfa ogni volta la tela tessuta di giorno, in modo tale che il lavoro non abbia mai fine. L’obbiettivo è quello di non sposare un altro uomo e di aspettare, fedele, il ritorno...
Donne al lavoro nell’orto-giardino contro la...
Basta Molestie: niente gogne ma fateci riconoscere i “lupi” con le maschere da angeli 15 Marzo...
Oxfam, quando il cooperante diventa orco 8 Marzo...
...
di Nunzia...
Una società senza violenza la costruiamo a cominciare da noi. Le Parole Tessono: ognuno di noi costruisce il presente e con la coerenza tra cio che diciamo e facciamo di Patrizia Fratus, Artista relazionale Otto marzo 1917 – otto marzo 2017. Cento anni di storia. Dieci anni prima, 1907 a Stoccarda, nell’ottavo congresso della Internazionale Socialista, arrivano sul tavolo della discussione «la questione femminile» e «la rivendicazione del voto alle donne». È del 1908 il primo «Woman Day» in America. Ma solo nel 1910 si chiese l’istituzione di una comune giornata dedicata alla rivendicazione dei diritti delle donne. Per alcuni anni le nazioni che vi aderirono fecero però coincidere la data con altre richieste politiche e sindacali. L’8 marzo 1917, le donne russe guidarono una grande manifestazione che chiedeva la fine della guerra. È da quella data che, il 4 giugno 1921, si fissò l’8 marzo come «Giornata Internazionale dell’Operaia», per le casalinghe ancora niente. In Italia venne introdotta nel 1922 come «Giornata Internazionale della Donna» riconoscendo il contributo attivo delle donne alle lotte sociali. È del 1977 la risoluzione 32/142 dell’Onu che propone a tutti i paesi membri di dichiarare un giorno dell’anno «Giornata delle Nazioni Unite per i Diritti delle Donne e per la Pace Internazionale», curioso connubio a ben vedere, quasi che solo i diritti delle donne non bastassero e comunque, le due cause perse del secolo scorso. Con questa risoluzione, l’Onu ha riconosciuto l’urgenza di porre fine alla discriminazione e il diritto delle donne ad una piena partecipazione alla vita civile e sociale. Ancora, non si erano e non si sono resi conto di quanto le...
14/01/2017 | Corriere della Sera – LINK La formula verrà replicata a Cremona e Verona: stesse finalità sociali e stesse modalità Il filo rosso dell’arte è la strategia caratteristica del «femminile» da Arianna in poi. Arte relazionale, basta pronunciare queste due parole per veder passare negli occhi degli interlocutori un interrogativo, la ricerca dall’immagine corrispondente alle parole. Ora, per moltissime persone l’immagine che emerge è quella di VivaVittoria. La nostra meravigliosa Piazza Vittoria (Brescia) attraversata da un tratto di DNA coloratissimo, migliaia di cellule aggregate da un filo rosso. Anche se questa immagine è solo l’aspetto estetico figurativo rappresentativo di ciò che è avvenuto, l’evidenza è che, qualcosa che avrebbe potuto sembrare persino cacofonico nella molteplicità espressiva, intrisa del suo valore ha invece prodotto una bellezza evidente agli occhi di tutti, ha prodotto meraviglia. Giorno dopo giorno ho aggregato quattro persone, quattro 50×50, con un concetto di diversità come valore e il filo rosso che ho scelto di usare per unirle è il filo rosso dell’arte come della strategia del femminile da Arianna in poi. Il filo dell’arte relazionale, questa possibilità di costruire un Noi. Per raccontare una nuova storia, su quello straordinario libro della storia dell’arte e quindi dell’umanità, abbiamo cominciato, come ogni bambino, prima a disegnare che a scrivere, poi il disegno è diventato segno e tutte le forme che abbiamo potuto immaginare con una funzione nel nostro quotidiano. Il nostro corpo e la natura tutta ci dicono che tutto esiste in «funzione di», cessata la funzione tutto si atrofizza e cessa di esistere. Gli artisti, dalle caverne in poi, hanno avuto una loro funzione, dalla rappresentazione...
Brescia tiene accesa la spia sul no alla violenza di...
...
di Nunzia...
...